Le 12 fatiche di Eracle – Video 5 di 5 – Le mandrie di Gerione Le mele delle Esperidi Il Cane di Ade


Le fatiche Eracle Quinto episodio: Le Mandrie di Gerione Le Mele delle Esperidi E Cerbero, il Cane di Ade Siamo arrivati all’ultimo episodio di questa serie. Ti aspettano le imprese più spettacolari di Eracle. Se il tuo arrivo qui è dovuto al caso, in alto a destra trovi il link per la playlist nel corretto ordine Le mandrie di Gerione. Euristeo invia Eracle a compiere una impresa ai confini del mondo: lo manda a rubare le mandrie di Gerione. Queste mandrie pascolano vicino a quella che noi conosciamo come Cadice, che per i greci era il luogo più lontano ad ovest del mondo conosciuto. Nello stretto in cui l’Africa sembra baciare
l’Europa, infatti, terminava il mondo. Proprio così: si pensava che chi si fosse
azzardato a proseguire verso ovest, sarebbe di certo caduto oltre il bordo della terra… Qui, su questi due lembi di terra, Eracle erige due colonne per tener lontani eventuali mostri marini e come avviso ai naviganti. Ancora oggi, quelle terre vengono chiamate in geografia le “Colonne d’Ercole”. Ma Eracle deve ancora arrivare in quel luogo, e il viaggio via terra gli sembra improponibile, per la lunga distanza. Elio, il dio del sole, regala a Eracle una specie di coppa d’oro, con la quale, usando la pelle del leone come vela, arriverà sano e salvo a destinazione. Gerione ha delle mandrie bellissime, ma non è per questo che Euristeo ha mandato Eracle così lontano: Gerione è un mostro che è
formato da tre uomini uniti alla vita in uno solo. Ha perciò due gambe ma sei braccia,
tre torsi e tre teste. Oltre ad essere spaventoso alla vista è pure crudele, come è crudele il cane da guardia a due teste, Ortro. Eracle si libera di Ortro con una sola precisa freccia e uccide nello stesso modo il guardiano
delle mandrie, Eurizione. Giunge correndo Gerione, avversario temibile, certo, ma Eracle ha dalla sua un arco ed una mira infallibile! Riesce con una sola freccia
a trapassare i tre corpi e ad atterrare Gerione. La Dea Era, giunta a dar man forte a Gerione, viene anch’ella ferita ad una mammella e fugge… Nessun ostacolo si deve frapporre tra
Eracle e il compimento della sua fatica! Eracle non può certo caricare l’armento
rubato nella coppa d’oro di Elio: è costretto a percorrere questa volta la strada a ritroso
via terra, attraversando l’Europa intera. In questo viaggio attraverserà l’Italia,
dandole il nome di Ausonia. In Calabria, dei ladri poco accorti cercano di rubargli dei tori. A modo suo, lanciando pietre e roteando la clava si libera di questi impicci. Purtroppo il giovane pastore che sta ospitando per la notte il nostro eroe, viene accidentalmente
ucciso proprio da Eracle, il quale, intristito per l’accaduto fonda nel luogo in cui il
giovane ha perso la vita una città destinata ad ospitare le menti più brillanti dell’antichità, come Pitagora. Quella città esiste ancora oggi, e ancora oggi porta il nome del giovane pastore: Crotone. Arrivato a destinazione, Eracle deve subito
ripartire per andare a cogliere le mele delle Esperidi. Questi frutti sono d’oro e crescono su di un melo, difeso da un drago a cento teste. È un regalo di Nozze che Madre Terra ha fatto
ad Era. Le Esperidi, figlie del titano Atlante, che sono state sorprese a cogliere le mele, sono state condannate a rimanere lì a rimirare le mele senza potersi avvicinare, a causa
del drago. Questo melo si trova nel giardino di Era,
alla fine del mondo, nel luogo dove riposano gli ansimanti Cavalli del Sole. Beh, Si fa presto a dire “Fine del mondo”… Eracle non sa dove andare: a Est, a Nord, a Sud…? Proprio non lo sa! Gira per tutto il Mediterraneo, ma non trova
nessuno che gli possa dare una indicazione… Nel suo girare a vuoto, Eracle passa anche
per le montagne del Caucaso e qui trova Prometeo incatenato. Prometeo, di cui ti ho parlato in un altro video (ti lascio qui il link), è incatenato
ad una roccia e c’è una aquila che ogni giorno gli mangia il fegato. Il corpo di Prometeo
guarisce completamente ogni notte per essere martoriato di giorno: è la condanna che Zeus
gli ha inflitto. Eracle ha pietà di lui e senza dire una parola
lo libera. Saputa la ragione del suo vagare, Prometeo
informa Eracle, in segno di riconoscenza, sul luogo dove trovare quel mitico melo: nell’Iperborea,
sul monte Atlante. Il drago tenterà di distrarlo: questo mostro,
infatti parla con la voce di qualsiasi essere umano, uomo, donna, bambino: in questo modo
confonde le sue vittime. Chi coglie anche una sola mela è destinato a perire. Prometeo, perciò suggerisce ad Eracle di
non andare a cogliere le mele di persona, ma di mandare il Titano Atlante a farlo per
lui. Atlante è un titano particolare: è stato
condannato da Zeus a sostenere sulle sue spalle il mondo. Maremoti e terremoti, perciò, per la mitologia
greca, sono i movimenti che Atlante fa quando diciamo “cambia posizione”. Nella iconografia classica e nei dipinti vi
è questa immagine del titano Atlante che sorregge il globo terrestre, ed è anche per
questo che il libro che raccoglie le mappe del mondo viene chiamato “Atlante” Arrivato in questo mitico luogo, Eracle chiede
ad Atlante di andare a cogliere delle mele. Il titano farebbe qualsiasi cosa per avere
un po’ di riposo da quella enorme pena, e accetta di andare a cogliere le mele al posto
di Eracle, se Eracle reggerà sulle spalle il mondo al posto suo. Atlante però teme Ladone, il drago… Eracle, prima di prendere sulle spalle il mondo, scocca oltre il muro di recinzione una delle sue
frecce “speciali” ed elimina il pericolo. Atlante entra nel giardino, fa cogliere le
mele alle sue figlie se le fa consegnare. Torna da Eracle e gli dice di non crucciarsi
di portare quelle tre mele ad Euristeo: ci penserà lui. Eracle capisce la situazione ed invece di
lamentarsi, accetta lo scambio ringraziando Atlante per il favore che gli sta facendo
evitandogli di dover ritornare a Micene per l’ennesima volta. Gli chiede solo una cortesia: quando si è caricato il mondo sulle spalle, ha scordato di mettersi almeno un panno a
difesa della pelle. Chiede ad Atlante di posare le mele, riprendere il mondo in braccio un
momento e dare il tempo a lui di sistemarsi questa specie di cuscinetto sulle spalle. Atlante, convinto, accetta ben volentieri! Posa le mele, riprende sulle spalle il mondo
e… Guarda stupito Eracle che fugge con le mele in mano… Atlante porta dalla notte dei tempi il mondo
sulle spalle, è il suo lavoro. Ma per me e per te che cosa è il mondo? Sono le relazioni
che intessiamo, le cose che vediamo, sentiamo, apprendiamo. Il mondo è l’insieme del nostro
passato, presente e futuro, è la visione di quel che siamo inseriti in esso. Il nostro
mondo è la nostra mente. La nostra colonna vertebrale è composta da
un gran numero di vertebre che hanno un limitato movimento: stanno lì tra l’altro a proteggere
il midollo spinale. Ma ce ne è una che è particolare: la prima, su di lei si appoggia
il nostro cranio, che contiene il cervello, la cui attività produce quella che poi chiamiamo
“mente”. La nostra mente è il nostro mondo, il nostro
cervello, contenuto in una scatola cranica tonda, appoggia sull’unica vertebra che
pur sorreggendola, ne permette i movimenti a destra e a sinistra, in basso e verso l’alto. Questa magnifica vertebra ha un nome speciale,
l’unico che poteva avere, l’unico che lei sola poteva “portare”. Questa vertebra
ha nome “Atlante”. Portate le mele a Micene e poi restituite
ad Era (non si ruba alle divinità), Eracle affronta la sua ultima fatica: scendere nel
mondo dei morti e portare via ad Ade il suo cane a tre teste: Cerbero. Eracle si avvia per entrare del mondo dei
morti con risolutezza, ma prima soggiorna come è uso fare a casa del suo amico, Re Admeto, un Re che ha una “fortuna” particolare, di cui ti ho già parlato, e gli risolve una
questione delicata. La sua storia la trovi linkata qui. Entra a grandi passi nell’Ade e Caronte,
che lo vede arrivare così deciso, si spaventa e senza dire una parola lo trasporta al di
là dello Stige. Alle porte del Tartaro, il luogo più buio
del mondo dell’aldilà, Incontra due suoi amici: Teseo e Piritoo che scioccamente hanno
tentato l’impresa di sedurre e portare con se’ nel mondo dei vivi nientemeno Persefone,
la moglie di Ade in persona. Sedutisi, però, su una sedia detta della
“tortura” hanno perso la memoria di chi sono e di cosa son venuti a fare lì. Istupiditi e immemori di se’ rimangono lì a fissare il vuoto. Eracle riesce a liberare Teseo,
ma non riesce ad arrivare a prendere Piritoo, che è stato il motore dell’impresa e che,
incosciente, rimarrà vivo, in eterno, nel mondo dei morti. Trova il tempo per liberare Ascalafo, un servitore
chiacchierone ed impiccione di Ade. La storia nella quale combina guai la trovi qui. Arriva finalmente da Ade il quale, ascoltata
la sua missione, ridendo gli concede il permesso di portare nel mondo dei vivi Cerbero, se
saprà domarlo senza clava o frecce. Il cane, che si trova alle porte dell’Acheronte, viene attaccato da Eracle alla gola ma si difende bene e lo affronta con la coda irta
di aculei. Eracle si salva da quelle fatali ferite solo grazie alla pelle del leone di Nemea. Nonostante sia allo stremo, Eracle non molla
la presa e Cerbero, quasi soffocato, si arrende. Sulla via del ritorno, Eracle intreccia per
se’ una corona con delle foglie di una pianta. La parte delle foglie che è esposta all’aria
del mondo dei morti è scura, mentre la parte che tocca la fronte sudata dell’eroe, diviene
bianco argento. Questa pianta è il pioppo bianco, le cui foglie da allora hanno proprio
questa caratteristica. Con delle catene adamantine, Eracle trascina
Cerbero fino a Micene. Euristeo, invece di accogliere l’eroe come
si conviene, gli porge la porzione di un sacrificio
destinata agli schiavi, trattenendo per se’
e per i suoi tutte le parti migliori. La pazienza di Eracle nei confronti di Euristeo
è esaurita. Non dovendogli più nulla, imbraccia la clava e distrugge quel che vede, arrivando ad uccidere
i tre figli del re di Micene. Eracle si gira e se ne va, lasciando gli attoniti
dignitari della reggia semidistrutta a guardarlo allontanarsi. Possiamo immaginare Eracle, che finalmente
libero dal suo faticoso impegno, si dirige verso nuove avventure… Ti ringrazio di essere stata o stato con me
in questo percorso. Spero tu l’abbia trovato interessante! Se il video ti è piaciuto, condividilo: mi
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Comments 10

  • Wow…bellissimi questi video su Eracle, complimenti Alessandro!

  • Grazie professore, le sue narrazioni sono una botta di vita! Mi creda! Cordiali saluti con: infinita stima e simpatia.📚💙

  • Sculture e immagini artistiche straordinarie! Bello e sublime ascoltare e osservare! Bravissimo! Una buona divulgazione fa sempre bene a noi tutti! Grazie ancora!

  • Complimenti Prof. Gelain! Serie su Eracle interessantissima, come del resto tutti gli altri argomenti da lei trattati con grande maestria!!!

  • Video molto istruttivi, ma avrei un dubbio da porle:
    Atlante solleva il globo che rappresenta il mondo o la sfera che solleva rappresenta l'intera volta celeste??

  • E questo sarebbe il sapere che non serve……Grazie!

  • può dimostrarmi che la sede della mente sia il cervello? 🙂 grazie

  • Che dire…quando un lavoro è sublime non c'è complimento che sia in grado di elogiare in modo adeguato tale impresa.Resta il piacere dell ascolto e la gradevole consapevolezza di aver appreso qualcosa in più sulla mitologia in modo così affascinante e coinvolgente.GRAZIE GRAZIE GRAZIE.

  • Salve, avrei una domanda:
    I greci sapevano che il mondo è sferico, Atlante sorregge un sfera, in base alle misurazioni sulle maree avevano anche ipotizzato un altro continente, conoscevano coste al di là delle Colonne d’Ercole,(gli abitanti di queste coste non credo che non pescassero) ma si continua a dire che pensavano che si sarebbe caduti da qualche parte se oltrepassate.
    Secondo lei, è un problema di traduzioni fatte dall’originale (non credo ci sia giunto un testo originale) oppure le fatiche sono state scritte in tempi diversi magari alcune aggiunte altre tolte e quindi ci sta che alcune discordino da altre?

  • Come Ercole morì? Comunque sia la durata è sempre poca tanto è piacevole

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